martedì 26 agosto 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di La strega di Skye di Marta Savarino

Ho comprato questo ebook per due motivi: perché adoro la Scozia e perché ho una passione pazzesca per il gaelico. Marta Savarino è stata in grado di soddisfare le mie aspettative con questo romanzo breve che vede come protagonista la diciassettenne Morag, discendente della prestigiosa famiglia Mac Leod. Morag, così come sua madre e sua nonna e tutte le figlie primogenite della famiglia, è una strega. Vive nella splendida isola di Skye, nel nord della Scozia, e aspetta con ansia il momento in cui anche lei potrà viaggiare nel tempo come sua madre e sua nonna prima di lei, incontrare la loro antenata Deirdre nel XVII secolo e ricevere il battesimo, diventando così una strega adulta a tutti gli effetti. Quando finalmente giunge il momento, Morag si prepara a viaggiare nel tempo e a raggiungere il castello dei Mac Leod, là dove Deirdre l'attende. Tuttavia, qualcosa andrà storto e la ragazza si ritroverà intrappolata nel passato, costretta a cercare un nuovo portale per tornare nel 2014. E se nulla accade per caso, può la sua presenza modificare il tragico e imminente futuro di Deirdre?

La strega di Skye è uno di quei romanzi che, una volta arrivati all'ultima pagina, lasciano con il fiato sospeso e con il desiderio di leggere ancora, di scoprire qualcosa in più. Sicuramente ci sarà un seguito e non vedo l'ora di leggerlo. Marta Savarino ha una prosa fluida, scorrevole, che non inciampa mai. Pulitissima nella correttezza ortografica e sintattica, completamente priva di refusi, la narrazione cavalca l'onda della vicenda senza mai perdere colpi. Inutile dire quanto l'ambientazione scozzese, con la sua magia unica, sia affascinante. L'intero svolgersi della storia è accompagnato da un pizzico di ironia che non guasta affatto e rende la lettura più leggera, piacevole e divertente.
Consiglio vivamente questo romanzo il cui unico difetto è forse quello di finire troppo presto e concludo con un grande in bocca al lupo per Marta: vogliamo il seguito!

Voto: ****,5/5

lunedì 25 agosto 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Nostalgia mode: on


C'è stato un tempo in cui non avevo ancora scritto niente che potesse essere chiamato libro e seguivo incantata i blog delle autrici emergenti. Ricordo Carlotta De Melas e il suo primo libro Una lingua sul cuore e poi Giovanna Giolla con Vermi. Diario d'amore che alla fine non ho mai comprato, ma recupererò. Ricordo il blog della Puzzola e quel "Non mi avrete mai come volete voi" e quanto amavo seguire le sue riflessioni, commentarle, scivolare tra le foto. E' stato così che mi sono innamorata dell'Irlanda per la prima volta; la seconda volta è stata quando ho visto Dublino con i miei occhi. Dopo la Puzzola ho scoperto Marzia con il suo template dedicato a Londra e Come on Eileen e poi il blog del poeta Alessandro Giammei. La maggior parte dei blog che seguivo ha chiuso oppure ha semplicemente accostato la porta d'ingresso privatizzando i post. E' un po' come se avessi perso di vista le mie radici, perché dobbiamo pur affondare da qualche parte. Era bello quando era tutto nuovo, tutto strano, tutto da scoprire. Quando guardavo gli autori emergenti come fossero inarrivabili, quando compravo libri e non li recensivo, quando non avevo visto niente, non sapevo niente, non avevo scoperto la banalità che è dietro le cose. Questo non è un post negativo, sia chiaro. Amo ciò che mi circonda, amo quello che faccio e come lo faccio. So che la vita ha ancora moltissimo da regalarmi e da mostrarmi, ma voglio concedermi questo scorcio di nostalgia per ricordare le bocce di pesci viola di cui parlava Carlotta nel suo blog, le sigarette della Puzzola e la sciarpa lilla di Alessandro. Un pizzico di sorriso per chi, senza saperlo, è stato la mia radice. 

domenica 24 agosto 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di Nei suoi pantaloni di Marusca Cuccagna


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Lodi, 2009. Nina ha due figli, Giacomo e Simone, e suo marito Mirco l’ha lasciata da due anni. E’ una donna ferita che ha avuto il coraggio di rialzarsi e di superare non soltanto il trauma dell’abbandono, ma anche quello ancor più bruciante del tradimento. Convinta dalla sua dottoressa a tentare alcune sedute di ipnosi, Nina si ritrova improvvisamente catapultata nel gorgo della sua stessa vita, là dove passato e futuro si confondono come in un sogno. Al risveglio dalla seduta di ipnosi, Nina scopre con grande sgomento di non trovarsi più nel 2009, bensì nel 2006. Non è ancora successo nulla: lei e Mirco sono ancora sposati, i bambini sono piccoli, non è stata svelata la relazione clandestina tra Mirco e Alessia e, soprattutto, non è ancora scoccata la scintilla tra Nina e Luca. Nina, però, ricorda tutto. E’ nel 2006, ma ha i ricordi e la consapevolezza della se stessa del 2009. Sa perfettamente di essere innamorata di Luca, un suo collega della fabbrica che, però, sembra non ricordare nulla della loro relazione. Inizialmente confusa e sconvolta, Nina si accorgerà ben presto che questo salto indietro nel tempo è un’occasione per ricominciare, per rivivere i giri di boa della sua vita solo per poi cambiare direzione. Sarà così che i ruoli si invertiranno e Nina, da essere la donna tradita e abbandonata, si ritroverà a tradire e ad abbandonare. Perché l’amore non ha regole e sa perfettamente come rimescolare le carte in tavola per cambiare totalmente l’esito del gioco.

 Nei suoi pantaloni è un romanzo particolarissimo, originale nei presupposti e nello svolgimento. Inizialmente il lettore potrebbe essere fuorviato dagli sbalzi temporali dovuti alle sedute di ipnosi della protagonista, ma ben presto ci si rende conto che questo clima di confusione e stravolgimento è voluto e permette di entrare in perfetta sintonia con Nina. Interessante è l’alternarsi dei punti di vista, grazie ai quali possiamo leggere attraverso le sensazioni e le passioni di ciascuno dei personaggi, da Nina a Mirco ad Alessia. Ciò che emerge da quest’intreccio di storie e di amori è quanto sia sempre affrettato giudicare qualcuno per le sue azioni e per i suoi errori. L’amore ha una sua logica che la ragione non comprende e che spesso porta l’uomo a imbrigliarsi in storie senza via d’uscita. Sottilmente intelligente è la questione del “mal di stomaco”: quando è Mirco a tradire, il dolore fisico lo perseguita per poi passare a Nina quando sarà lei a trovarsi dalla parte del torto. Il mal di stomaco diventa metafora dell’insoddisfazione esistenziale, dell’essersi rinchiusi nella gabbia del matrimonio quand’era il tempo dell’amore e dell’essere incapaci di uscirne adesso che l’amore è finito. Nei suoi pantaloni è soprattutto una storia di coraggio: il coraggio di amare così come quello di ammettere che l’amore è finito, che ci sono relazioni che nascono con una data di scadenza, che è il tempo di cambiare. In quese pagine Nina cambia pelle infinite volte e infinite volte torna indietro per raccogliere ciò che ha perso, metabolizzare il dolore e farlo diventare carburante per riprendere il suo viaggio. La forza di questo romanzo è nella sincerità che trasuda dalle parole, nella chiarezza espressiva che si fa riflesso di chiarezza d’intenti, nella trama che, seppur complessa, sa come prendere per mano il lettore e accompagnarlo nelle sue riflessioni. Consiglio questo romanzo a chi ha amato, a chi ha tradito e anche a chi non ha mai fatto né una cosa né l’altra. Concludo con una citazione del filosofo Gorgia che mi è tornata spesso alla mente durante la lettura: “Se l’amore è un dio e degli dei ha il divino potere, come può un uomo opporsi a esso?”.

voto: ****/5

Che ne dite? Vi incuriosisce?
sabato 23 agosto 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Segnalazioni: "Isole" di Teresa Gammauta e "Matto da cremare" di Roberta Amorino

Buondì! Oggi ho due segnalazioni da sottoporre alla vostra attenzione. Nel primo caso si tratta del romanzo d'esordio di Teresa Gammauta, illustrato dal maestro palermitano Pippo Madè. A seguire, un'opera altrettanto interessante: il divertente "Matto da cremare" di Roberta Amorino, da molti già conosciuta come l'autrice di "Riso in giallo".


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TRAMA:

Paola ha 45 anni e una vita in apparenza perfetta ma all’improvviso qualcosa la spinge a lasciare tutto e partire. Il romanzo inizia con quella che in concreto è una fuga verso un’isola – di cui non viene fatto il nome ma chiaramente una delle Eolie, per l’esattezza Salina – ma simbolicamente rappresenta una disperata evasione da sé stessa e da un’esistenza che non sente più appartenerle. Dopo qualche giorno di solitudine e tentativi di introspezione, incontra Andrea e tra loro nasce un sentimento forte e devastante che metterà definitivamente in crisi le sue certezze e la porrà di fronte ad un’inevitabile scelta. Non può tornare indietro ma sente che il legame con il passato è ancora determinante e che qualunque decisione è imprescindibile da un confronto con la donna che è stata. Alla fine sceglierà ma la sua scelta rimane sospesa e inespressa. Del resto il senso ultimo del romanzo è proprio questo : ciò che conta non è chi o cosa Paola scelga ma il fatto che alla fine impari a farlo, da sé e per sé, senza influenze esterne. Le “isole” del titolo non sono soltanto le Eolie che fanno da sfondo al romanzo ma soprattutto la metafora della solitudine dei due protagonisti che solo incontrandosi su un’isola, quindi per definizione un luogo staccato dal mondo e senza confini concreti, riescono ad essere pienamente loro stessi.

L'AUTRICE:



Teresa Gammauta è nata a Palermo, dove vive tutt'ora. Ha frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia e nonostante scrivesse sin dall'infanzia, solo in età adulta ha deciso di scommettere su se stessa con un vero romanzo. Grande appassionata di libri, vanta una biblioteca con più di tremila volumi di ogni genere.





Passiamo adesso al romanzo di Roberta Amorino:


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SINOSSI:

Quando mangi una pizza ti chiedi mai che combustibile sia stato usato per cuocerla? Credi che per fare carriera sia necessario studiare sodo? Ritieni che la morte sia un evento negativo? Questo libro sconvolgerà le tue convinzioni, facendoti approdare sulla spiaggia della risata. Cassio Requiem, lo strambo guardiano di un cimitero, decide di dar libero sfogo, in campo mortuario, alle sue ambizioni, cimentandosi dapprima come disegnatore di corredi funerari e poi come pizzaiolo tutto "particolare", fino ad ottenere un lodevolissimo curriculum ecclesiastico ed accademico. Unico neo: non sa nemmeno eseguire una somma algebrica. A ciò non fa di certo caso Ugo, l'affascinante giovane colombiano che lo ama per ciò che è e non per ciò che vorrebbe diventare. Tra divertenti equivoci e situazioni grottesche e surreali, riusciranno, Cassio ed Ugo, a coronare il loro sogno d'amore? Vincerà l'amore o l'ambizione?

L'AUTRICE:

Roberta Amorino nasce a Napoli nel 1977 ma ben presto si trasferisce in provincia, a Pomigliano d'Arco. Fin dalla tenera età di otto anni, intraprende lo studio del pianoforte, dedicandosi, piú tardi, all'arte del disegno, della pittura e del mosaico. La passione per il disegno, mai sopita, le permette di creare personalmente la copertina di "Riso in giallo". Contemporaneamente si origina, in modo del tutto naturale, la passione per la scrittura, in seguito per gli studi classici e giuridici. Nel 2011 viene pubblicato il suo primo libro "Se ragioni ti sposo" (Edizioni Eracle), un successo nel campo degli scritti umoristici, che le fornisce l'occasione di presenziare, in qualità di ospite d'onore, a numerosi eventi tra cui la "Festa del libro in Mediterraneo" a Ravello, e molteplici fiere del libro. Partecipa, in qualità di co-conduttrice, a trasmissioni radiofoniche presso Radio Vesuvio ed è ospite, per un' intervista, presso Radio Antenna Campania. Rilascia, inoltre, interviste ad importanti testate giornalistiche on line e cartacee. Caratteristica peculiare dei suoi scritti è la capacità di mettersi in gioco in prima persona, mostrando di possedere la preziosa e rara dote dell'autoironia.

The very inspiring blogger award

Ho avuto l'onore di essere nominata per il The very inspiring blogger award e non posso che condividerlo con voi :)


Regole:

• Ringraziare la persona che ti ha nominato; 
• Elencare le regolare e visualizzare il premio; 
• Condividere 7 fatti su di te; 
• Nominare altri 15 blog e lasciare un commento per far sapere loro che sono stati nominati; 
• Mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il/la blogger che ti ha nominato. 

Innanzitutto un grande grazie a colei che mi ha nominata: Alessia Valentina Coppola del blog "Anima d'inchiostro", scrittrice e illustratrice nonché autrice del racconto "Il cuore di Koral" (ve ne ho parlato qui). Sette fatti su di me? Et voilà:


  1. Sono cristiana perché credo che la libertà sia nella verità
  2. Faccio strani accostamenti culinari (es. patatine del McDonald con McFlurry agli smarties)
  3. L'Irlanda è la mia terra del cuore. Sogno di tornare a Dublino al più presto
  4. Ho un debole per Aria Montgomery di PLL nonché per Mr Fitz
  5. "Da giovane" ascoltavo i Finley e ho ancora le loro canzoni nell'ipod
  6. Lavoro a maglia ma mi vengono fuori soltanto sciarpe coi buchi
  7. Adoro l'atmosfera degli anni '20 e tutto ciò che negli anni '20 è stato scritto, detto, pensato

E ora passiamo alla nomina dei 15 blog che ritengo essere d'ispirazione :) so per certo che alcuni tra quelli citati hanno già ricevuto il premio ma...non potevo farne a meno!

Your turn, babies ;)




lunedì 18 agosto 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Segnalazione: "Rinascita di una dea" e "I guardiani dell'adhandel" di Aurora Ballarin


Buongiorno a tutti! Riprendiamo oggi con segnalazioni e recensioni e partiamo da Aurora Ballarin, una simpatica autrice che sto avendo il piacere di conoscere. Tra un sorso di frappè e un quadratino di cioccolata alla menta vi introduco ai misteri della promettente saga fantasy "La leggendaria guerriera". Ecco qui i primi due volumi della serie:


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compralo in cartaceo qui o qui (pp. 476)

SINOSSI:

Venezia 1896: Ainwen Carnelio, giovane rampolla di una delle famiglie più in vista della città, non ha mai capito la ragione del suo strano aspetto. Cresciuta da un ammiraglio, che l'ha addestrata all'arte della spada fin da bambina e da una madre insolitamente attenta a farle apprendere la magia, la giovane passa le sue giornate divisa tra due realtà: quella diurna, la vita apparentemente normale di una ragazza della sua età; e quella notturna tra duelli, visioni di cui non conosce il significato e incubi che infestano le sue notti. Tutto evolve all'improvviso il giorno in cui conosce il nuovo istitutore, Barahir. Un uomo enigmatico, di una bellezza unica e fin troppo interessato a lei. Con il suo arrivo le visioni aumentano, facendosi via via più terrificanti. Ogni volta che i loro sguardi si incrociano è come se lei vivesse l'esistenza di un'altra persona. La mente viene travolta da ricordi non suoi e perfino la vita arriva quasi a non appartenerle più, confondendosi con quella di un'altra donna di cui a malapena conosce il nome. Fino a quando, spossata nell'animo e nelle carni decide di voler sbrogliare la matassa dei misteri di tutta una vita. Solo un nome dalla sua parte. Un unico fievole indizio a ricollegare ogni sua visione: Urwen. Il nome della dea degli elfi. Il nome della donna che, cinquecento anni prima salvò il mondo dall'apocalisse... Questa ricerca la porterà a riscoprire il suo passato e un destino dannato, da cui non potrà scappare. Una guerra spietata l’attende alle porte del suo domani. Una battaglia insensata e crudele da cui dipenderà non solo la sua salvezza ma anche il destino di chi ama e del mondo che Urwen, prima di lei, era stata chiamata a proteggere. Vecchi legami la richiameranno all’esistenza che ancora in fasce aveva gettato alle spalle e dalle stesse ceneri del dolore che comporterà la conoscenza del futuro che l’attende, dovrà ricostruire non solo un mondo, evitandone la fine, ma anche e soprattutto la sua stessa vita…


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SINOSSI:

Anno 1898 La missione di Ainwen è ormai chiara: Morwen e Firion devono morire! Ma così come è chiaro questo, altrettanto lampante e tangibile è il fatto che la sua malattia stia evolvendo fin troppo rapidamente. Il tempo stringe e i nemici, ben lungi dal restare fermi ad attendere le mosse sue e dei guardiani, attaccano l'adhandel colpendola nel modo più subdolo e vile in cui si possa colpire una persona. Il loro obbiettivo è quello di distruggere la reincarnazione della dea e ricostruire il mondo a loro immagine. Un mondo di lacrime e sangue... Solo Ainwen può evitare questo infausto futuro; ma il prezzo delle sue scelte sarà alto...molto più alto di quanto lei si possa aspettare...

L'AUTRICE:


Aurora Ballarin è nata a Venezia il 7 aprile del 1988. È la prima di tre fratelli. Dopo aver studiato biologia, si è dedicata a tempo pieno alla sua grande passione: la scrittura. Quando non scrive, ama leggere e ascoltare musica, perlopiù straniera. Questo libro, nato proprio tra i banchi di scuola, è il suo romanzo d'esordio. Un fantasy ambientato in parte in una misteriosa Venezia di fine 1800 che coniuga magia e realtà, guerra e amore. Sullo sfondo di una città appena uscita dai fasti dei tempi in cui era nota come la Serenissima, si dipaneranno le gesta di uomini ed eroi, di demoni e salvatori, il tutto in un periodo di crisi, anticipo di due guerre che in un secolo hanno segnato la nostra realtà.





INTERVISTA ALL'AUTRICE ALLA FINALE DEL CONCORSO LETTERARIO "CASA SANREMO WRITERS 2014"



BOOKTRAILER:



Che ve ne pare? Vi incuriosiscono? :)
lunedì 4 agosto 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Day 11: Senigallia, gonne a ruota e Summer Jamboree

Ed eccoci arrivati al post conclusivo di questo diario fotografico di viaggio. Sono a Senigallia, pioviggina e c'è un vento che mi muove persino gli occhiali sul naso MA questa città non si arrende e continua imperterrita col Summer Jamboree. Gonne a ruota, acconciature alla Elvis, collane di perle e cagnoline col vestito di pizzo sangallo. È tutto, e dico TUTTO, anni Cinquanta. Solito caffè alla Meridiana con cucchiaino di panna e nutella e poi pizza dal Caimaro. Una passeggiata sotto i portici che costeggiano il fiume, un giro alla rotonda sul mare e poi a nanna ché domani si torna a casa. Già immagino la faccia del mio gatto quando mi vedrà e dirà: "Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?".