sabato 3 maggio 2014 | By: Bianca Rita Cataldi

Recensione di Nudità di Angela Meloni


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Nudità è una silloge poetica caratterizzata dal rarissimo pregio della semplicità che, lungi dal voler significare "banalità", rende i componimenti accessibili anche a coloro che non sono soliti nutrirsi di versi. Il titolo sottolinea la volontà dell'autrice di spogliarsi delle maschere che indossiamo quotidianamente per sopravvivere al mondo e di mettere a nudo la propria interiorità. Filo conduttore dell'intera raccolta è la dicotomia buio/luce che si rincorre di poesia in poesia: ai momenti di gioia si susseguono quelli di cupa tristezza e, nel loro alternarsi, permane il profondo desiderio di emergere dalle acque dell'angoscia per poter respirare. 

In quella stanza in fondo e ben nascosta 
si è spenta una luce.

Il buio dell'anima raccontato nella poesia La morte nel cuore viene immediatamente smentito dalla luce abbagliante di Nuovo mondo, in cui l'amore - un po' come in tutta la plaquette - si fa spirito guida dell'animo umano. La dicotomia risulta particolarmente evidente nella poesia Il gioco, in cui buio e luce diventano partite da giocare sino all'ultimo istante:

Io sto al centro di questi due giochi 
alcune volte andando verso la luce 
altre volte verso il buio più profondo.

Il bipolarismo della poetica della Meloni mette a nudo, per l'appunto, le debolezze e i punti di forza non soltanto dell'io lirico, ma dell'umanità tutta. Altro tema centrale è la ricerca della verità, il cui segreto si cela tra i versi di 21 gennaio, una delle poesie più dolorose della raccolta:

E' assurdo finire tutto così 
non lasciarmi andare 
ed io rimarrò qui.

Torna spesso il tema del rapporto tra la Natura e l'uomo, che è ad essa unito in un legame di figliolanza. Profondamente descrittive sono le poesie dedicate a questo leitmotiv: l'io lirico anela alla libertà che soltanto l'identificazione di sé come parte della Natura può dargli. 

Apro la finestra 
e affacciandomi 
respiro l'odore di terra umida 
che penetrando nella mia anima 
si mischia al profumo della mia essenza 
e in un solo attimo 
ritrovo la quiete dell'acerba primavera.

Infine, last but not least, viene proposto il tema del rimpianto. Se da un lato l'io lirico riconosce l'importanza del dolore nel processo di crescita (si legga Introspezione), dall'altro resta il rammarico per l'amore perduto, per i sogni che un tempo si finsero realtà e che poi sfumarono nel nulla. A questo tema è dedicata Sogni sfumati, quella che reputo la poesia più significativa della raccolta:

Sogno ricordi 
che un giorno 
vorrei ricordare 
ma che mai ricorderò 
perché essi morirono 
prima ancora di nascere.

E' questa la poesia stilisticamente più interessante, più equilibrata nel numero e nella lunghezza dei versi, caratterizzata dalla figura retorica della ripetizione. Questo componimento riflette, come tutta la plaquette, la semplicità e la linearità di una poesia che punta dritto al cuore e che, come da titolo, è "poesia nuda", priva di belletto, cruda e diretta. Nudità è un racconto di formazione fattosi poesia, una ricerca di sé tra i versi sino al raggiungimento dell'agognata libertà, della verità al di là delle maschere. 


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